EQUITALIA, NULLITÀ NOTIFICHE VIA PEC

Pubblicato: novembre 25, 2016 in Uncategorized


In materia di notifiche da parte dell’ente di riscossione, si segnala un ‘importantissima pronuncia della Commissione Tributaria di primo grado di Lecce destinatata a costituire un precedente favorevole a consumatori, imprese e professionisti destinatari di notifiche prive di riscontro. 

La Commissione tributaria di Lecce, infatti, nella sentenza 616 del febbraio 2016, ha stabilito che la notifica della cartella esattoriale non può avvenire a mezzo pec e ciò per una serie di motivazioni che la corte pugliese argomenta in maniera approfondita.

Nel seguire il ragionamento logico- giuridico il giudice tributario pugliese effettua una ricostruzione del sistema di notifica delle cartelle di pagamento a mezzo PEC e, partendo dal presupposto che la posta elettronica certificata non offrirebbe le stesse garanzie della raccomandata tradizionale, arriva alla conclusione della loro completa nullità. Sicché, dette notifiche sarebbero non valide, per i seguenti motivi:

1) Inannzitutto, La Pec non contiene l’originale della cartella, ma una copia informatica non conforme all’originale. Infatti, poiché il destinatario riceve solo la copia informatica dell’atto e tale copia e’ priva di una attestazione di conformità apposta da soggetti all’uopo abilitati a norma del codice, ne discende che l’atto non può assumere alcuna valenza giuridica perché non garantisce il fatto che il documento inoltrato sia identico in tutto il suo contenuto al documento originale.

2) Inoltre manca l’attestazione di conformità del soggetto notificatore e manca, altresì, la relata di notifica e sottoscrizione della stessa.
 3) Infine difetta la corrispondenza dell’indirizzo del destinatario, per il quale non è ancora previsto un registro storico degli indirizzi pec e, pertanto, e’ allo stato molto difficile dimostrare che al momento della notifica il soggetto non ha cambiato PEC o è effettivamente attivo l’indirizzo cui è notificata la cartella.

Questo è l’indirizzo tracciato dalla Giurisprudenza pugliese, nel cui solco ci si augura seguano altre pronunce dello stesso segno.

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